{"id":4455,"date":"2024-10-09T16:15:48","date_gmt":"2024-10-09T14:15:48","guid":{"rendered":"https:\/\/corporatecommunity.it\/?p=4455"},"modified":"2025-01-17T14:54:16","modified_gmt":"2025-01-17T13:54:16","slug":"la-comfort-zone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/corporatecommunity.it\/en\/la-comfort-zone\/","title":{"rendered":"La comfort zone"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/antonellavilla\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Antonella Villa, business coach e fondatrice di CLO Center<\/a><\/p>\n<p>La comfort zone \u00e8 una dimensione interiore, \u00e8 il nostro quartiere generale mentale. La nostra \u201ccasa\u201d. \u00c9 una cella perfetta, anche, quando ci limita e ci fa vedere ogni cambiamento, o ci\u00f2 che \u00e8 sconosciuto, come possibile pericolo. Siamo nella zona confortevole anche quando non riusciamo a trovare via d\u2019uscita dai modelli che ci portano a scegliere soluzioni note, che magari non funzionano pi\u00fa. Ci accontentiamo del concetto \u201cqualcosa, \u00e8 meglio di niente\u201d. Questo \u00e8 un modo di agire che alla lunga, si ritorce contro quello stesso spazio che chiamiamo casa: ci fa vivere solo i suoi limiti.<\/p>\n<h3><strong>I requisiti\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>Una relazione professionale insoddisfacente, di cui ci lamentiamo in continuazione, funziona da comfort zone nella misura in cui tutto \u00e8 prevedibile e avendo familiarizzato con certi meccanismi, ci fa sentire tranquilli: non corriamo rischi inutili. Il vantaggio \u00e8 rappresentato da queste affermazioni: Qui sono riconoscibile, non sono uno qualunque, ho un mio posto. Appartengo. Cos\u00ec come lo \u00e8 quella che chiamiamo inettitudine di colleghi e capi: un\u2019etichetta rassicurante che ci permette di continuare a fare quello che stiamo facendo! E ci autorizza a sentirci migliori di loro. La comfort zone \u00e8, in realt\u00e0, un\u2019area interiore dove tutto \u00e8 familiare, prevedibile, certo. Dove il nostro cervello pu\u00f2 lavorare in economia, con pochi dati, poich\u00e9 fa fronte a tutto quello che gli manca con ci\u00f2 che gi\u00e0 conosce dal passato. Ricorre costantemente all\u2019esperienza. passata a discapito di quella nuova. Questo \u00e8 ci\u00f2 che accade e ci fa comprendere il motivo per il quale solitamente siamo riluttanti a uscire dalla zona di comfort. \u00c8 cos\u00ec pratica, familiare, economica. Conosciamo i pensieri e i sentimenti che circolano, sappiamo il tipo di vita che vi si conduce. A volte ci annoiamo, ma rimaniamo l\u00ec lo stesso, perch\u00e9 quello che sta fuori lo immaginiamo peggio. Ci blocchiamo perch\u00e9 ci sentiamo inadatti, impauriti.\u00a0 Abbiamo il timore di fallire e di farci male. Uscire dalla zona comoda vuol dire metterci dentro qualcosa di diverso, modificare questo setting, raccogliere nuovi dati e processarli, valutare opzioni anche emotive! Cambiare un\u2019abitudine, una convinzione, fare qualcosa in altro modo vuol dire anzitutto spezzare vecchi modelli di pensiero, rinunciare agli schemi, alle risposte ai perch\u00e9, alle certezze costruite in anni. Tutto questo ha prima di tutto a che fare con una vera e propria \u201ctempesta emozionale\u201d ed energetica. Le convinzioni limitanti, ci limitano, pi\u00f9 spesso ci impediscono, di uscire dalla comfort zone e trovare soluzioni ai nostri problemi: \u00e8 il loro ruolo di custodi, ci mettono al riparo dalle tempeste emotive, dove diventiamo pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<h3><strong>Dunque, come fare a superarle, realizzando pienamente se stessi?<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019ottima notizia \u00e8 che le convinzioni, poich\u00e9 si formano e radicano, si possono trasformare e sradicare. Quando una convinzione-custode risulta autolimitante per noi e ne prendiamo consapevolezza, possiamo agire su di essa e trasformarla in una convinzione potenziante, che ci sostiene, ci da forza e crea un nuovo spazio mentale. Occorre del tempo, e l\u2019allenare nuove abilit\u00e0, affinch\u00e9 la convinzione potenziante si installi in modo permanente. Talvolta il processo \u00e8 molto pi\u00f9 rapido, poich\u00e9 il nostro cervello ci fornisce le risorse di cui abbiamo bisogno: sono quelli che chiamiamo haha! moment, un\u2019Eureka! Una prima competenza fondamentale per cominciare ad allargare, ad espandere la nostra comfort zone \u00e8 quella di aumentare, come dice Paolo Borzacchiello, la nostra intelligenza linguistica. Abbiamo gi\u00e0 parlato negli articoli precedenti, del legame indissolubile fra linguaggio, pensiero e comportamenti; ancora una volta ne evidenziamo la necessit\u00e0 per la nostra evoluzione umana, per la realizzazione delle nostre aspirazioni. Il primo passo ha proprio a che fare con questo, il cambiare il linguaggio con il quale ci parliamo, il nostro dialogo interno: da l\u00ec partiranno i nuovi passi per influenzare gli altri. Nel percorso Relationshift (Empower your Leadership) incontreremo le moltissime competenze utili per raffinare questa intelligenza linguistica che, sostenuta da come noi influenziamo noi stessi, si confronta poi con gli altri. Un&#8217;intelligenza che traduce come riusciamo ad essere guide influenti per gli altri, a migliorarne la qualit\u00e0 della vita.<br \/>\nPer avere tutte le info sul percorso e per poterti iscrivere, prenota la tua call gratuita con me.<br \/>\nSar\u00f2 felice di rispondere a tutte le tue domande.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonella Villa, business coach e fondatrice di CLO Center La comfort zone \u00e8 una dimensione interiore, \u00e8 il nostro quartiere generale mentale. La nostra \u201ccasa\u201d. \u00c9 una cella perfetta, anche, quando ci limita e ci fa vedere ogni cambiamento, o ci\u00f2 che \u00e8 sconosciuto, come possibile pericolo. 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