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Mauro Cervini: “Serve puntare sui giovani e sul futuro”

 Mauro Cervini: “Serve puntare sui giovani e sul futuro”

Il passaggio generazionale nelle imprese familiari italiane rappresenta uno dei momenti più delicati dell’economia nazionale. Studi recenti mostrano che oltre il 60% delle aziende familiari incontra difficoltà nel gestire il cambio di leadership, e solo meno del 30% supera con successo il passaggio dalla prima alla seconda generazione. Non si tratta solo di una questione economica, ma di una sfida profondamente umana, intrecciata con emozioni, legami storici e la paura di perdere il controllo dell’impresa.


“Ho scelto di investire nella meccanica quantistica in una realtà americana”

“Il cambio generazionale coincide con un cambio di marcia che sicuramente bloccherà l’Italia nei prossimi anni. Serve puntare sul futuro, non possiamo non puntare sui giovani.” Così esordisce Mauro Cervini, esperto di passaggi generazionali e quotazioni in Borsa, che ha deciso di investire nella meccanica quantistica in una realtà americana, convinto che l’Italia rischi di restare indietro se non saprà rinnovarsi.
Secondo Cervini, il futuro appartiene a chi osa innovare, e l’innovazione non può prescindere dai giovani e dalle nuove tecnologie.


Le difficoltà delle aziende familiari italiane

Cervini descrive con chiarezza la complessità del passaggio generazionale. Gli imprenditori storici spesso fanno fatica a delegare decisioni cruciali, creando un collo di bottiglia che rallenta innovazione e crescita. I successori, d’altra parte, possono non essere ancora pronti a gestire le responsabilità di leadership, sia sul piano strategico che gestionale. A rendere il tutto più complicato interviene la componente emotiva: i legami storici con collaboratori e fornitori possono frenare il cambiamento, ritardando decisioni necessarie per la sopravvivenza dell’impresa.


L’approccio di Cervini al passaggio generazionale

Per superare queste difficoltà, spiega Cervini, serve una guida esterna in grado di offrire oggettività e visione strategica. Il primo passo è valutare con lucidità tutte le opzioni possibili, che vanno dalla continuità della gestione familiare alla cessione dell’azienda, fino all’apertura a nuovi soci o all’affidamento della guida a manager esterni. È poi indispensabile definire ruoli e responsabilità in modo trasparente, evitando conflitti e ambiguità. Secondo Cervini, preparare i successori significa formare leader completi, capaci di comunicare con investitori e stakeholder, e pronti a guidare l’azienda in una nuova fase di crescita. Aprirsi al capitale esterno, in questa logica, non è una minaccia ma una leva strategica.


Il futuro è dei giovani e dell’innovazione

Cervini conclude con una riflessione netta: “Il futuro non si aspetta, si costruisce. E si costruisce puntando sui giovani, sulla formazione e sulla capacità di guardare oltre i confini.” L’investimento nella meccanica quantistica è per lui un simbolo: rappresenta la scelta di credere nel futuro, anche quando significa uscire dai confini tradizionali dell’economia italiana.

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Redazione Corporate Community

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