Nasce a Roma l’osservatorio Luiss Business School-Edenred Italia
- Industrials Servizi
Redazione Corporate Community
- 08/04/2026
- 6
- 7 minuti letti
Il moltiplicatore per le PMI
Lo studio evidenzia un vero e proprio “spread di produttività”, con un impatto che premia in modo straordinario le PMI. Nelle Piccole Imprese (10-49 dipendenti), chi adotta un piano di welfare strutturato registra un fatturato medio di 6,5 milioni di euro, contro i 5,1 milioni dei competitor che ne sono privi: un differenziale positivo del +26,7%. Ma è nelle Medie Imprese (50-249 dipendenti) che il gap competitivo tocca il vertice: le aziende con welfare strutturato raggiungono ricavi medi per 33,9 milioni di euro, staccando nettamente le aziende senza welfare ferme a 26,1 milioni. Questo surplus di valore vale +7,8 milioni di euro, pari a una crescita del +29,8%. Il trend si conferma anche nelle Grandi Imprese, dove il welfare strutturato accompagna un differenziale di fatturato del +19,5%.
I dati
Dal welfare informale a quello strutturato
Nonostante i benefici evidenti, il potenziale è ancora parzialmente inespresso. Se il 79% delle grandi imprese ha un piano strutturato, la percentuale scende al 32% nelle piccole. Esiste inoltre un ampio bacino di “welfare informale”, ovvero di erogazioni discrezionali che, analogamente a chi non offre alcun benefit, non garantiscono quelle leve di crescita e defiscalizzazione evidenziate dallo studio: il 30% delle aziende (quasi quattro su dieci tra le piccole) eroga servizi senza averli formalizzati in un piano organico. Il welfare strutturato non deve essere visto come una complessità, ma come uno strumento di competitività accessibile. Le piccole imprese non hanno bisogno di fare di più, ma di farlo meglio: semplificare la normativa significa dare la possibilità alle aziende di ogni dimensione di attivare una delle leve di crescita più efficaci.