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Budda law, l’AI che diventa avvocato

 Budda law, l’AI che diventa avvocato

Fondata tra Veneto e Roma, Budda Law è una startup legal tech italiana che ha sviluppato una soluzione di intelligenza artificiale con competenze giuridiche. Ideata da Roberto Alma, avvocato con una seconda laurea in Informatica, la piattaforma semplifica molte delle principali attività del mondo legale grazie anche a un database di circa due milioni di provvedimenti.

Il settore del legal tech in Italia vale oggi circa 30 milioni di euro ed è in rapida crescita. In questo contesto si inserisce Budda Law, con un modello innovativo: l’accesso ai servizi avviene tramite crediti, senza abbonamenti obbligatori. Secondo i founder, l’obiettivo è democratizzare il diritto, permettendo di ottenere consulenze e contratti anche con una singola interrogazione del sistema.

La nascita di Budda Law: la startup tra Roma, Viterbo e Treviso

Budda Law è una startup legal tech nata a gennaio 2025 da un’idea di tre avvocati tra Roma e Viterbo. La piattaforma è operativa da luglio dello stesso anno e punta a rendere l’assistenza legale più semplice, chiara e accessibile.

La società ha il proprio headquarter a Roma, mentre la ricerca e sviluppo è concentrata a Villorba, in provincia di Treviso. I fondatori sono Roberto Alma, avvocato romano e ideatore del progetto, Daniele Costa, avvocato di Roma, e Matteo Moscioni, avvocato originario di Viterbo. Tutti quarantenni, condividono una visione comune: integrare diritto e tecnologia per rendere più efficiente il lavoro dei professionisti e facilitare l’accesso alla consulenza legale.

Come funziona Budda Law: consulenze legali e contratti generati dall’AI

Budda Law è una piattaforma online di intelligenza artificiale applicata al diritto che consente di ottenere risposte a quesiti giuridici, generare contratti personalizzati e ricevere pareri legali basati su normativa e giurisprudenza.

Gli utenti possono ottenere risposte chiare e motivate in pochi minuti, pagando tramite un sistema a crediti. Non è necessario sottoscrivere abbonamenti e questo contribuisce ad ampliare l’accessibilità della consulenza legale anche a professionisti e imprese di piccole dimensioni.

Il database giuridico: due milioni di sentenze e centinaia di gigabyte di dati

Alla base della piattaforma c’è un database proprietario di centinaia di gigabyte che include sentenze, normativa, modelli di atti giudiziari e modelli di contratti.

Il sistema contiene circa due milioni di sentenze selezionate dal 2019 a oggi, provenienti da diverse giurisdizioni: dalle corti di merito alla Cassazione, dalla giurisprudenza tributaria fino ai provvedimenti del Garante della privacy. Nelle prossime settimane verrà integrata anche la giurisprudenza amministrativa.

La raccolta dei dati è iniziata nel 2019, combinando fonti ufficiali e il know-how giuridico maturato dal team fondatore. Tutte le informazioni sono classificate per materia e aggiornate costantemente.

I numeri della crescita: utenti, interrogazioni e pareri legali generati

Nei primi mesi di attività Budda Law ha registrato risultati significativi. La piattaforma ha superato i 1.500 utenti attivi e registra una media di circa 200 nuovi utenti al mese. Ogni mese vengono effettuate circa 2.500 interrogazioni del sistema e, complessivamente, nei primi mesi di attività sono stati generati più di 10.000 pareri legali.

Si tratta di numeri che indicano una crescita rapida e un interesse crescente da parte di studi legali e aziende.

Il mercato del legal tech in Italia: crescita e adozione dell’intelligenza artificiale

Il settore legale italiano sta attraversando una fase di forte trasformazione. Secondo la seconda edizione del Rapporto Legal Tech & AI realizzato da 4cLegal in collaborazione con il Gruppo 24 Ore, il mercato italiano del legal tech ha superato i 30 milioni di euro di fatturato, con circa 89 operatori tra startup e aziende consolidate.

Ancora più significativo è il dato relativo all’adozione delle nuove tecnologie: il 63% delle grandi imprese ha già implementato o sta implementando soluzioni di intelligenza artificiale per la gestione della compliance.

L’obiettivo dei founder: democratizzare il diritto con l’intelligenza artificiale

«Budda Law nasce da un’idea semplice ma radicale: se il diritto è complesso, l’accesso non deve esserlo», spiegano i tre fondatori.

Il nome richiama il concetto di illuminazione e chiarezza, con l’obiettivo di aiutare professionisti e aziende a orientarsi nella complessità delle norme. La piattaforma punta quindi a rendere il diritto uno strumento accessibile a tutti, non solo agli addetti ai lavori.

La scelta di eliminare abbonamenti obbligatori e utilizzare un sistema a crediti rappresenta una delle principali innovazioni del modello.

AI e lavoro legale: come cambia l’attività degli avvocati

Per gli avvocati il risparmio di tempo è significativo. In passato la ricerca giuridica avveniva tramite database basati principalmente su parole chiave, mentre oggi l’intelligenza artificiale consente di ottenere analisi più strutturate e contestualizzate.

Budda Law può suggerire diverse strategie legali e indicare anche il livello di complessità o la probabilità di successo di un percorso giudiziario attraverso indicatori visivi come semafori verdi, gialli o rossi.

Grazie all’interfaccia conversazionale, l’utente può dialogare con il sistema come se stesse parlando con un collega esperto.

A chi si rivolge Budda Law: professionisti e imprese

La piattaforma si rivolge ai professionisti del mondo giuridico e a tutte quelle figure che si confrontano con questioni legali nel proprio lavoro, come avvocati, commercialisti, notai e consulenti del lavoro, ma anche alle imprese di qualsiasi dimensione.

Per chi opera solo indirettamente nel settore legale, Budda Law mette a disposizione strumenti avanzati di ricerca giuridica, analisi automatica dei contratti e supporto nella redazione di atti, con l’obiettivo di ridurre i tempi di lavoro e migliorare la precisione delle pratiche.

Il futuro della startup: un’AI legale italiana competitiva a livello globale

«Il nostro obiettivo è rendere il diritto finalmente accessibile, comprensibile e utilizzabile, senza barriere economiche o tecniche», concludono i founder.

La startup è online da pochi mesi ma sta già lavorando allo sviluppo di nuove funzionalità e alla costruzione di una rete commerciale per collaborare con i principali operatori del settore. L’ambizione è quella di sviluppare un’intelligenza artificiale legale italiana capace di competere a livello globale con i grandi player tecnologici.

Redazione Corporate Community

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