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Abako, la startup che usa l’AI per aiutare le PMI a parlare con i propri dati

 Abako, la startup che usa l’AI per aiutare le PMI a parlare con i propri dati

Nasce nelle Marche la realtà Abako, una startup innovativa che punta a rendere l’intelligenza artificiale uno strumento concreto per imprenditori e commercialisti. L’obiettivo dei due founder, Federico Santi e Marco Sponticcia, è semplificare il controllo di gestione, rendere più accessibili le informazioni aziendali e aiutare le piccole e medie imprese a prendere decisioni basate sui dati. Un progetto che parte dal territorio marchigiano con l’ambizione di raggiungere le aziende di tutta Italia.

Abako, l’intelligenza artificiale al servizio delle imprese

In un contesto economico sempre più complesso, disporre di dati aggiornati e comprensibili è fondamentale per gestire un’impresa. Eppure, in molte PMI, le informazioni necessarie per valutare costi, ricavi, margini e flussi finanziari sono spesso frammentate tra fogli Excel, documenti e strumenti diversi, distribuiti tra uffici e collaboratori. È proprio da questa esigenza che nasce Abako: una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale che punta a trasformare i dati aziendali in informazioni utili per le decisioni quotidiane. La soluzione si rivolge sia agli imprenditori sia ai commercialisti, con strumenti dedicati al controllo di gestione e alla costruzione di business plan. L’obiettivo è superare una gestione basata prevalentemente sull’intuito, offrendo una visione più chiara delle performance aziendali, dei margini e delle dinamiche finanziarie.

Un team giovane e snello per affrontare la sfida dell’AI

Alla base del progetto c’è la convinzione che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale richieda modelli organizzativi agili, competenze nuove e una forte capacità di sperimentazione. Abako ha scelto di investire fin dall’inizio nella costruzione di un team giovane, assumendo già due persone.

«Abbiamo aperto una nuova startup e abbiamo già assunto due ragazzi, perché crediamo in un team snello e giovane in questa nuova epoca dell’intelligenza artificiale. Pensiamo che sia il momento giusto per costruire soluzioni concrete, capaci di rispondere ai bisogni reali delle imprese», spiega Federico Santi, co-founder di Abako.

La scelta di una struttura snella punta a favorire velocità operativa, flessibilità e vicinanza alle esigenze dei clienti, in un mercato in cui le tecnologie e le modalità di utilizzo dell’AI evolvono rapidamente.

Parlare con i propri dati: la sfida delle PMI italiane

Uno degli obiettivi principali di Abako è permettere agli imprenditori di interrogare i propri dati aziendali in modo semplice, attraverso un’interazione più naturale e accessibile. Non si tratta soltanto di raccogliere informazioni, ma di renderle effettivamente utilizzabili per comprendere l’andamento dell’attività e supportare le decisioni.

«Vogliamo aiutare i commercialisti e soprattutto gli imprenditori delle PMI, che rappresentano la parte fondamentale del tessuto produttivo italiano, a parlare con i propri dati. Oggi queste informazioni sono spesso polverizzate e sparse tra uffici, documenti e sistemi diversi. L’intelligenza artificiale può contribuire a renderle più accessibili e a trasformarle in uno strumento concreto per gestire meglio l’azienda», sottolinea Santi.

Per le piccole e medie imprese, infatti, l’accesso a strumenti evoluti di analisi e controllo di gestione può rappresentare un’opportunità importante. Disporre di informazioni più tempestive può aiutare a individuare criticità, monitorare i margini e valutare con maggiore consapevolezza le scelte strategiche.

Adozione dell’intelligenza artificiale: c’è ancora molto da fare

Nonostante la crescente attenzione verso l’AI, la sua integrazione nei processi aziendali rimane una sfida per molte PMI. Le difficoltà non riguardano soltanto la disponibilità delle tecnologie, ma anche la conoscenza degli strumenti, la formazione delle persone e la capacità di individuare applicazioni realmente utili.

«Se meno del 20% delle PMI utilizza l’intelligenza artificiale in azienda, significa che c’è ancora moltissimo spazio per innovare e tanto lavoro da fare, soprattutto sul fronte dell’educazione e della formazione. Non basta introdurre una tecnologia: bisogna aiutare le persone a comprenderla e a utilizzarla per risolvere problemi concreti», affermano i due imprenditori.

Per Abako, la diffusione dell’AI passa quindi anche dalla capacità di accompagnare imprenditori e professionisti in un percorso di conoscenza e adozione consapevole. Rendere gli strumenti più intuitivi e vicini al lavoro quotidiano può contribuire a ridurre le barriere all’ingresso e a favorire un utilizzo più efficace della tecnologia.

Dalle Marche all’Italia: valorizzare il potenziale del territorio

Abako nasce a Pesaro, nelle Marche, con una prospettiva nazionale. La scelta del territorio non è casuale: l’iniziativa punta a dimostrare come anche realtà esterne ai principali poli tecnologici italiani possano sviluppare soluzioni innovative e competere in un mercato in rapida trasformazione.

«Partiamo da Pesaro perché crediamo che le Marche e il nostro territorio abbiano un potenziale ancora inespresso, niente da invidiare a regioni come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Vogliamo contribuire a valorizzare questo potenziale, dimostrando che l’innovazione può nascere anche qui e raggiungere imprese in tutta Italia», aggiungono.

La dimensione locale diventa così un punto di partenza per un progetto più ampio, rivolto alle esigenze di imprenditori e professionisti che cercano strumenti accessibili per migliorare la gestione delle proprie attività.

Abako, tecnologia e competenze per il futuro delle PMI

Con la sua piattaforma di intelligenza artificiale applicata al controllo di gestione, Abako si propone di avvicinare le PMI a un utilizzo più concreto dei dati aziendali. La sfida non è soltanto tecnologica: riguarda anche la diffusione di nuove competenze, il cambiamento dei processi organizzativi e la capacità di trasformare le informazioni in decisioni migliori. Per una startup nata nelle Marche, la prospettiva è ambiziosa: contribuire alla digitalizzazione del tessuto imprenditoriale italiano partendo da bisogni quotidiani e strumenti pensati per renderli più semplici da affrontare. In un mercato in cui l’intelligenza artificiale è destinata ad assumere un ruolo sempre più rilevante, Abako punta a costruire un ponte tra innovazione tecnologica e realtà delle imprese, con un team snello, un approccio pragmatico e uno sguardo rivolto a tutto il Paese.

Redazione Corporate Community

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